Ogni
pontificato è segnato dagli eventi che, in quel periodo di tempo,
hanno interpellato la Chiesa e dalla risposta che la Chiesa,
attraverso la voce del suo Supremo Pastore, ha inteso offrire in
obbedienza al Vangelo e alla missione di salvezza che il Signore
Gesù continua ad operare nell’umanità.
Il
pontificato di Giovanni Paolo II, fra tanti avvenimenti, ha
costantemente preso in considerazione particolare l’insieme degli
eventi che hanno segnato l’ultima parte del secolo passato e che,
con ogni evidenza, continueranno ad influenzare i secoli venturi: mi
riferisco alle grandi conquiste ottenute dal progresso scientifico,
soprattutto nell’ambito della biomedicina, conquiste che, però,
insieme a tante speranze per il benessere dell'umanità, non hanno
mancato talvolta di far sorgere nuovi ed inquietanti problemi etici.
Due
sono state le coordinate che hanno guidato il Magistero del Papa in
questo campo: la dignità della persona umana redenta da Cristo e il
valore salvifico del dolore umano.
La
prima coordinata è stata affrontata già nell’Enciclica “Redemptor
Hominis” (1979), pubblicata l’anno successivo alla Sua elezione
(16.10.1978). L’antropologia fondata sulla cristologia, che non
rifiuta ma illumina la ragione umana e le conquiste della scienza, è
stata infatti il faro cui si rifanno gli insegnamenti del Papa in
tema di sessualità e famiglia, il Suo giudizio sulla procreazione
naturale e su quella artificiale, sull’avventurosa e spregiudicata
frontiera della clonazione umana e sull’impiego delle cellule
staminali, sui trapianti di organi e sulle prospettive aperte
dell’ingegneria genetica e della geneterapia.
Il
Santo Padre in molte occasioni è intervenuto su queste tematiche,
sia pronunciando discorsi – come nel caso delle catechesi del
mercoledì sulla sessualità coniugale o quelle pronunciate durante la
Conferenza del Cairo - , sia raccogliendo per iscritto i Suoi
insegnamenti sulla vita umana, come nel caso dell’Enciclica
“Evangelium Vitae” (1995); in altre circostanze, poi, Egli ha
controfirmato Documenti predisposti dai Dicasteri della Santa Sede,
come ad esempio la Istruzione “Donum Vitae” (Congregazione per la
Dottrina della Fede - 1987), sulla tutela dell’embrione umano e il
suo diritto alla vita e sulla dignità della procreazione umana a
confronto con le tecniche di fecondazione artificiale.
Tra
gli Organismi che hanno portato nel mondo il pensiero del Magistero
Pontificio in materia, vi sono gli Organismi istituiti appositamente
dallo stesso Pontefice, come il Pontificio Consiglio per la Famiglia
(1981), il Pontifico Consiglio per la Pastorale della Salute (1985)
e la Pontificia Accademia per la Vita (1994).
La
seconda linea di pensiero sviluppata da Giovanni Paolo II è quella
sul tema della sofferenza.
E’
d'obbligo ricordare la Sua Enciclica “Salvifici Doloris” (1984), che
offre una compiuta teologia del dolore - un tema, per altro, accolto
da alcuni in quegli anni come "isolato" rispetto alle questioni
sociali e culturali del tempo -, e il cui contenuto è stato
continuamente arricchito dagli annuali messaggi per la Giornata
Mondiale del malato, durante gli ultimi 12 anni.
Nelle
riflessioni del Papa, la figura del Christus medicus fa da
contrappunto a quella del Christus patiens, per inquadrare la
professione medica come un’alta missione umanitaria e cristiana e
per ri-qualificare gli ospedali come "santuari", piuttosto che come
"aziende".
Ma la
cattedra sul dolore umano è stata magistralmente ricoperta da Sua
Santità anche con l’esempio della Sua personale testimonianza, dal
giorno del Suo attentato (13 maggio 1981) in avanti, con una ferma
costanza che mantiene viva la Sua diretta partecipazione al
completamento di ciò che manca alle sofferenze del Cristo per la
Sua Chiesa (cfr. Col 1,24).
E’ un
grande merito della Federazione Mondiale delle Associazioni dei
Medici Cattolici, ed è un vero dono per noi, l’aver raccolto questi
due filoni in un unico e agile strumento di consultazione, il
presente Compact Disk, che riporta questo insegnamento parlato,
scritto e vissuto da Sua Santità come nutrimento per tutta la
Comunità Ecclesiale e in modo speciale per la formazione dei medici,
degli operatori sanitari e dei loro Pastori.
Questo strumento consente non soltanto di conoscere il pensiero
della Chiesa sui singoli temi di rilievo attuale in campo sanitario
e bioetico, ma permette e facilita anche la possibilità di attingere
a tale copiosa fonte per la formazione e la meditazione; esso
consente di conservare un costante riferimento ai valori che vanno
vissuti accanto al malato, così come nei laboratori di ricerca,
affinché non solo la scienza si mantenga fedele alle vere esigenze
dell'umanità, sua origine e fine ultimo, ma anche le istituzioni e
le persone possano essere accanto a chi, trovandosi nella sofferenza
e nella malattia, cerca sollievo e speranza.
Credo
che questo CD possa essere un ottimo strumento di diffusione, ma
anche un canale di irrigazione e una sorgente di alimentazione per
chi opera quotidianamente sul campo e nelle situazioni di frontiera.
+ Elio Sgreccia
Vescovo Tit. di Zama minor
Vice-Presidente della Pontifica Accademia per la Vita