A due Congressi sulla procreazione responsabile

 

APERTURA ALLA VITA

 

8 giugno 1984

 

Organizzati dall’Università cattolica e dal Pontificio istituto per gli studi sul matrimonio e sulla famiglia, questi Congressi offrono al Papa l’occasione per ribadire in maniera sempre più ferma l’insegnamento del Magistero.”La Chiesa, egli ha detto, è estremamente grata per ciò che state facendo” .

 

2. In questi giorni del vostro Congresso voi avete instaurato un dialogo tra scienza, etica e teologia su un tema di decisiva importanza: la procreazione responsabile. Questo dialogo risponde ad una urgente necessità del nostro tempo, una necessità riconosciuta dagli scienziati stessi: la necessità che la conoscenza scientifica e le sue applicazioni siano intimamente guidate dall’etica. Questa guida dell’etica non toglie nulla, naturalmente, all’indipendenza epistemologica della conoscenza scientifica. Piuttosto, essa assiste la scienza nell’adempimento della sua più profonda vocazione, che è il servizio alla persona umana. Ogni conoscenza della verità – inclusa la verità scientifica – è un bene per la persona umana e per tutta l’umanità. Ma, come sapete, la verità conosciuta attraverso la scienza può essere usata dalla libertà umana per scopi che sono opposti al bene dell’uomo, il bene che l’etica conosce. Quando, in una civiltà, la scienza si separa dall’etica, l’uomo viene continuamente esposto a gravi rischi. L’amore per la persona umana deriva da una visione della verità dell’uomo, della sua dignità e del suo incomprensibile valore. Questa verità e dignità sono eterne, perché la persona è chiamata alla visione beatifica di Dio stesso.

 

3. Voi scienziati qui presenti avete concentrato la vostra ricerca su un punto preciso: la conoscenza dei periodi fecondi e infecondi nel ciclo della donna, al fine di scoprire metodi diagnostici capaci di stabilirli con certezza. Ciò che ho appena detto trova qui un’applicazione particolarmente importante. Infatti, questa conoscenza e i metodi ad essa connessi possono essere usati per fini moralmente illeciti. È su questo che deve aver luogo l’incontro con l’etica e la teologia. Grazie alla vostra esperienza e alla vostra preparazione voi potete rendere un contributo molto valido in questo campo.

L’etica filosofica e teologica assume la conoscenza scientifica cosicché quest’ultima diviene la via per la quale la libertà della persona umana realizza la procreazione responsabile. Soltanto a questo modo le coppie sposate, possedendo la conoscenza necessaria, realizzano un’ “armonizzazione” di tutte le dimensioni della loro umanità, e salvaguardano la verità integrale dell’amore sponsale. Voi siete consapevoli che ognuno di voi – scienziato, filosofo e teologo – secondo la propria competenza, tende allo stesso obiettivo: il valore morale della procreazione responsabile, e ciascuna completa gli altri, in una precisa gerarchia.

L’esperienza che state compiendo in questi giorni deve continuare. L’insegnamento dei metodi naturali, è estremamente vitale per il bene umano e cristiano di tante coppie, e perciò non dev’essere mai qualcosa di meramente tecnico. Dev’essere radicato nella vera scienza e in una visione completa della persona umana.

 

4. Nei vostri congressi voi avete giustamente dedicato ampio spazio alla riflessione antropologica, sia filosofica che teologica. In fondo, infatti, tutti i problemi che avete discusso e discuterete rimandano a quest’unica domanda: chi è l’uomo? L’uomo nell’unità del suo essere personale, nella verità del suo rapporto con Dio, nel bene del rapporto sponsale. Quando non è chiara la risposta a questa domanda, l’etica del matrimonio è privata della sua base. D’altra parte, la piena verità della creazione e della redenzione è una luce infinitamente luminosa che pone l’etica del matrimonio nella giusta prospettiva.

La vostra opera è perciò al servizio della persona umana, in una civiltà che ha spesso sostituito il criterio di ciò che è buono col criterio di ciò che è utile. Impegnatevi a compiere questo servizio in grande unità fra voi stessi, con coraggio, perché la verità ed il bene sono più forti dell’errore e del male.

 

5. Desidero richiamare la vostra attenzione in modo particolare sulle implicazioni pastorali dei vostri studi sulla procreazione responsabile e sulla vostra promozione dei metodi naturali di pianificazione familiare. Lo studio teologico è basilare perché  “la pedagogia concreta della Chiesa deve essere sempre connessa e non mai separata dalla sua dottrina” (Familiaris consortio, n. 33). Inoltre questo studio conduce ad una più chiara comprensione che la pianificazione naturale della famiglia non è in se stessa un fine, ma è una delle molte dimensioni della sollecitudine pastorale della Chiesa per le coppie sposate.La riflessione teologica è anche un grande bene per molte zelanti coppie sposate che dedicano generosamente il loro tempo e le loro energie, spesso a costo di sacrifici personali, ai programmi di insegnamento dei metodi naturali. Queste coppie infatti non sono impegnate in una attività privata, ma i loro sforzi, uniti a quelli dei pastori della Chiesa, sono parte della responsabilità pastorale della Chiesa di infondere convinzione e offrire aiuto pratico a tutte le coppie sposate, affinché esse possano vivere la loro paternità e maternità in modo autenticamente cristiano e responsabile (cfr. Familiaris consortio, n. 36). La promozione e l’insegnamento dei metodi naturali è, dunque, una autentica sollecitudine pastorale, che implica la cooperazione da parte dei sacerdoti e dei religiosi, di specialisti e di coppie sposate, che collaborano tutti col vescovo della Chiesa locale e ricevono aiuto ed assistenza da lui.

Nel vostro lavoro con le coppie sposate vi esorto a mantenere una particolare sensibilità per i loro bisogni, la loro fedeltà alla Chiesa e i sacrifici che essi compiono generosamente per la proclamazione del messaggio del Signore nel e attraverso il loro amore coniugale e la loro vita familiare. La Chiesa non afferma che la paternità e la maternità responsabile sono cosa facile; la grazia del sacramento del matrimonio dà alle coppie cristiane una disponibilità e una capacità di vivere i loro impegni con fedeltà e gioia. Nello stesso tempo l’uso dei metodi naturali dà alla coppia un’apertura alla vita, che è veramente un dono splendido della bontà di Dio. Li aiuta inoltre ad approfondire la loro comunicazione coniugale e ad avvicinarsi l’uno all’altro in unità, in una vicinanza che dura per tutta la vita.

 

6. Dobbiamo anche essere convinti che è provvidenziale che esistano vari metodi naturali per la pianificazione familiare in modo da venire incontro alle necessità delle diverse coppie. La Chiesa non dà approvazione esclusiva ad alcun metodo naturale, ma invita a che tutti possano essere resi disponibili e possano essere rispettati. La ragione ultima di ogni metodo naturale non è semplicemente la sua efficacia o attendibilità biologica, ma la sua coerenza con la visione cristiana della sessualità espressiva dell’amore coniugale. La sessualità infatti riflette il più intimo essere della persona umana come tale e si realizza in modo veramente umano soltanto se è parte integrante dell’amore col quale un uomo e una donna si impegnano totalmente l’uno con l’altro fino alla morte (cfr. Familiaris consortio, n. 11).

In questi sforzi pastorali, allora è importante che i vari gruppi per la pianificazione naturale della famiglia lavorino insieme e condividano la loro ricerca e i loro studi al fine di manifestare un’unità di intenti e di impegno. In questo modo la Chiesa sarà meglio in grado di presentare al mondo i valori naturali e ridurre quella forte sottolineatura data alla contraccezione, alla sterilizzazione e all’aborto che spesso incontriamo nel mondo. Al cuore di questo lavoro per la pianificazione naturale della famiglia deve esserci una visione cristiana della persona umana e la convinzione che le coppie sposate possano realmente raggiungere, con la grazia di Dio e l’impegno per i metodi naturali, un’unità coniugale più forte e profonda: l’unità, il rispetto reciproco e l’autocontrollo, che sono raggiunti nella pratica della pianificazione naturale della famiglia.