Al personale dell’Ospedale
Nuovo Regina Margherita di Roma
DEDIZIONE SENZA RISERVE
ALLA DIFESA DELLA SALUTE E DELLA
VITA UMANA
20 dicembre 1981
“Difendere la vita” e “promuovere la salute di qualunque
uomo in difficoltà”. Queste le due consegne lasciate dal Santo Padre a medici e
paramedici dell’Ospedale romano Nuovo Regina Margherita, in Trastevere, nel
corso della visita compiuta nel pomeriggio.
Il Santo Padre è stato accolto dal cardinale vicario ugo
poletti, dall’ausiliare delegato per gli ospedali e le case di cura di roma
mons. Fiorenzo angelini, dal direttore sanitario dell’ospedale dott. Giuseppe
de giorgis e dalla direzione dell’unità sanitaria locale ”rm 1” nel cui
comprensorio si trova l’ospedale.
L’incontro con il personale medico e paramedico è avvenuto
nel chiostro dell’antico Convento di San Cosimato, le cui strutture riadattate
ospitano oggi l’ospedale. Il Santo Padre ha pronunciato il seguente discorso.
1. “Eccomi, sono la serva del Signore” (Lc 1, 38).
Queste parole di Maria stanno al centro dell’odierna
celebrazione liturgica della quarta domenica di Avvento.
Siamo ormai vicinissimi alla solennità del Natale, ed i
nostri cuori si infiammano sempre più di desiderio e di amore per Colui che
deve venire. Nelle domeniche, le letture della Liturgia ci hanno proposto la
figura austera di Giovanni il Battista, esempio luminoso di attesa nell’umiltà
e nella chiaroveggenza.
Oggi, invece, abbiamo davanti agli occhi la figura di Maria,
così come ce la descrive l’evangelista Luca nella classica scena
dell’Annunciazione. Pensiamo a quanti artisti hanno ritratto e interpretato
quel sublime momento: quanti modi diversi di riprodurre la singolare esperienza
e la decisività di quell’ora! Eppure tutti concordano, pur con varietà di stile
e di dettagli, nel sottolineare la personalità di Maria davanti all’angelo, il
suo profondo atteggiamento di ascolto e la sua risposta di totale disponibilità:
“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”!
2. Quello è stato il momento della vocazione di Maria. E da
quel momento è dipesa la possibilità stessa del Natale. Senza il Sì di Maria,
Gesù non sarebbe nato.
Cari fratelli e sorelle! Miei cari ragazzi! Quale lezione
è questa per tutti! Voi, qui presenti, siete seminaristi o amici del seminario,
e siete anche genitori e familiari di questi ragazzi. Ebbene, il vangelo di
oggi è veramente adatto a questo nostro incontro, per farci riflettere sul
grande tema della vocazione.
Infatti, senza il sì di tante anime generose, non è
possibile continuare a far nascere Gesù nel cuore degli uomini, cioè portarli
alla fede che salva. Ma proprio questo è necessario: che l’”Eccomi” di Maria si
ripeta sempre di nuovo, e quasi riviva, nella dedizione vostra e di tanti come
voi, perché non manchi mai al mondo la possibilità e la gioia di trovare Gesù,
di adorarlo e di lasciarsi guidare dalla sua luce, come già avvenne per i
poveri pastori di Betlemme e per i Magi venuti da lontano. Questa infatti è la
vocazione: una proposta, una invito, anzi una sollecitudine a portare il
Salvatore al mondo d’oggi, che ne ha tanto bisogno. Un rifiuto significherebbe
non solo respingere la parola del Signore, ma anche abbandonare molti nostri
fratelli nell’orrore, nel non-senso, o nella frustrazione delle loro
aspirazioni più segrete e più nobili, a cui non sanno e non possono da soli
dare risposta.
noi oggi ringraziamo maria per aver accolto la chiamata
divina, poiché la sua pronta adesione è stata all’origine della nostra
salvezza. allo stesso modo, molti potranno ringraziare anche voi e benedirvi,
perché, accettando la chiamata del signore, porterete loro il vangelo della
grazia (cfr. at 20, 24), diventando, come scrive san paolo, “collaboratori
della loro gioia” (cfr. 2cor 1, 24).
3. Ma per far maturare una vocazione è necessario l’apporto
della famiglia. Nella recente Esortazione sui compiti della famiglia cristiana
nel mondo di oggi, ho scritto che essa è “il primo e miglior seminario della
vocazione alla vita di consacrazione al Regno di Dio” (Familiaris consortio,
53); infatti, “il servizio svolto dai coniugi e dai genitori cristiani in
favore del Vangelo è essenzialmente un servizio ecclesiale, rientra cioè nel
contesto dell’intera Chiesa quale comunità evangelizzata ed evangelizzante”
(ib.).
Cari genitori qui presenti, vi esorto vivamente a continuare
sempre più ad essere di questi uomini e di queste donne, che sentono a fondo i
problemi della vita della Chiesa, che se ne fanno carico e sanno anche
trasmettere ai figli questa sensibilità, con la preghiera, la lettura della
parola di Dio, l’esempio vivo. Normalmente una vocazione nasce e matura in un
ambiente familiare sano, responsabile, cristiano. Proprio lì essa affonda le
sue radici e di lì trae la possibilità di crescere e diventare un albero
robusto e carico di frutti saporosi. Certo sarà necessario cooperare in armonia
col Seminario diocesano e procedere di pari passo nel delicato compito dell’educazione
e della formazione degli aspiranti al Presbiterio. In effetti, il Seminario
svolge un ruolo unico e determinante. Ma tutto parte dalla famiglia e tutto è
condizionato in ultima istanza da essa.
Perciò, anche voi, cari familiari, partecipate della
vocazione di questi ragazzi. Anche voi, in un certo senso, potete e dovete
rispondere al Signore: “Eccomi, …avvenga di me quello che hai detto”,
concedendo a Lui e anzi donandogli il frutto del vostro amore reciproco. E
siate certi che per il Signore e per la sua Chiesa vale la pena di impegnarsi
fino a questo punto.
4.L’angelo disse a Maria: “lo Spirito Santo scenderà su
di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’altissimo” (lc 1, 35).
ebbene, io vi raccomando di cuore a questa “potenza” divina e ad essa vi
affido, poiché “nulla è impossibile a dio” (ib. 1, 37); al contrario, con la
sua grazia si possono operare “grandi cose”, come la madonna stessa cantò nel
magnificat (cfr. ib. 1, 49).
Il Natale che viene sia ricco di luce e di forza per tutti voi: perché possiate scorgere bene il cammino che siete chiamati a percorrere in questa vita terrena, possiate intraprenderlo con generosa determinazione, e possiate sostenerlo con perseveranza ed entusiasmo incessante. Amen!