Agli ammalati nella
cattedrale di Southwark
DIGNITÀ DELLA SOFFERENZA
E DELLA VITA APPARENTEMENTE
“INUTILE”
28 maggio 1982
Prima di amministrare a un gruppo di ammalati e di anziani
l’Olio degli infermi, il Papa ricorda il valore della sofferenza, ribadendo la
dignità di ogni vita umana, anche apparentemente inutile, ed il valore
dell’assistenza che ad essa viene prestata.
6. Come la Veronica soccorse Cristo sulla via del Calvario,
così i cristiani hanno accettato di prendersi cura di quelli che soffrono come
occasione privilegiata di soccorrere Cristo stesso. Io lodo e benedico tutti
coloro che lavorano per gli ammalati negli ospedali, nelle casse e nei centri
di assistenza per malati gravi. Vorrei dire a voi medici, infermieri,
cappellani ed a tutto il personale ospedaliero: la vostra è una nobile
vocazione. Ricordate che è a Cristo che portate soccorso quando alleviate le
sofferenze dei vostri fratelli e delle vostre sorelle.
7. Sono vicino con tutto il cuore a tutti coloro che
riconoscono e difendono la legge di Dio che governa la vita umana.
Non dobbiamo mai dimenticare che ogni uomo, dal momento del
concepimento fino all’ultimo respiro, è figlio di Dio ed ha diritto alla vita.
Questo diritto dovrebbe essere difeso dalla sollecita cura del corpo medico ed
infermieristico e dalla protezione della legge. Ogni vita umana è voluta dal
nostro Padre celeste ed è parte del suo disegno d’amore. Nessuno Stato ha il
diritto di opporsi ai valori morali che sono radicati nella natura dell’uomo
stesso. Tali valori sono l’eredità preziosa della civiltà. Se la società
comincia a negare il valore dell’individuo o a subordinare la persona umana a
considerazioni pragmatiche o utilitaristiche, comincia a distruggere le difese
che salvaguardano i valori fondamentali della società stessa.
8. Oggi elevo una pressante supplica a questa nazione. Non
dimenticate gli ammalati e gli anziani. Non abbandonate gli handicappati ed i
malati gravi. Non relegateli ai margini della società. Perché se lo fate,
ignorate che essi incarnano una verità importante. Gli ammalati, i vecchi, gli
handicappati e gli infermi ci insegnano che la debolezza è una parte creativa
della vita umana e che la sofferenza può essere accettata senza perdita di
dignità. In assenza di queste persone fra di voi, potreste essere tentati di
pensare alla salute fisica, alla forza ed al potere come ai soli valori
importanti da conseguire nella vita. Ma la saggezza di Cristo e la potenza di
Cristo sono visibili nella debolezza di coloro che partecipano alle sue
sofferenze. Mettiamo i malati e gli handicappati al centro della nostra vita.
Custodiamoli e riconosciamo con gratitudine il debito che dobbiamo loro. Quando
penseremo di dare loro qualcosa, finiremo per accorgerci che ad essi noi siamo
debitori.