All’Ospedale Maggiore di Parma

 

FECONDITÀ DEL DOLORE

 

6 giugno 1988

 

Visitando l’ospedale, il Santo Padre, nel suo discorso, insiste sul primato dell’uomo e del suo diritto alla vita.

 

3. (...) Il dolore è una componente della vita, che accompagna ogni uomo fin dalla nascita, in ogni età, in ogni condizione, a ogni livello. Il messaggio cristiano non può prescindere dal dolore e d’altra parte non lo esalta per se stesso. Lo considera invece il passaggio, obbligato ma fecondo, alla pienezza della gioia, che consiste nella partecipazione di tutto l’uomo, spirito e corpo, alla felicità infinita ed eterna di Dio. Cristo continua a soffrire nella sofferenza di ogni uomo, ma nello stesso tempo il sofferente partecipa alla forza redentrice del Salvatore. Così il dolore, che è condizione ineliminabile della vita umana, rivela la sua fecondità: è un seme di vita nuova destinato a germogliare e a portare frutti.

Cristo è venuto come samaritano buono e compassionevole che si china amorevolmente sulle piaghe dell’uomo. È il medico che ha dato una nuova dignità e la garanzia di una vita perenne anche al corpo umano, per un’esistenza senza più lacrime e sofferenze.

 

4. Il suo comandamento è l’amore verso tutti, in particolare verso i più deboli, i poveri, i sofferenti nello spirito e nel fisico. Un giorno il suo giudizio si svolgerà sul codice di questa carità concreta: "Ero ammalato e mi avete visitato" (Mt 25, 36).

Cari fratelli e sorelle in Cristo, il Figlio di Dio, che si è messo tra gli uomini, ci chiede di partire dagli ultimi. Il vero segno di civiltà non è il benessere economico o il livello tecnologico, ma lo spazio privilegiato che si riserva all’ultimo, all’uomo sofferente e senza potere. Soprattutto nell’ospedale va riconosciuto il primato dell’uomo, che ha il diritto al rispetto della sua dignità, alla vita, ad essere curato e assistito, nel contesto di una struttura efficiente, accogliente, attenta ai drammi dei singoli e delle loro famiglie. L’ospedale è per l’uomo malato, non l’ammalato per l’ospedale.