Ai collaboratori
laici del Fatebenefratelli
IDENTITÀ MORALE E
CRISTIANA
DELL’OPERATORE SANITARIO
18 marzo 1988
Proclamare e propugnare i diritti sacrosanti
alla vita e alla salute fa parte della testimonianza cristiana più invocata ed
apprezzata.
2. (...) Oggi più che mai appare urgente la
riscoperta dell’identità morale e cristiana dell’operatore sanitario in un
mondo secolarizzato che va perdendo il senso della sacralità della vita e
quindi del doveroso rispetto di ogni uomo e di ogni donna dal momento della
concezione fino alla sua morte naturale.
Questa testimonianza cristiana nel mondo
ospedaliero è invocata ed apprezzata, perché essa costituisce un modo diverso,
cioè evangelico, di considerare ed aiutare chi è nella necessità. Essa infatti
esige lo stile del buon Samaritano, il quale non curò solo le ferite dell’uomo
che era incappato nei briganti, ma gli si fece prossimo: "Gli si fece
vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino … e si prese cura di
lui" (Lc 10, 34). È necessario che questo spirito evangelico compenetri
tutto l’ambiente in cui voi svolgete i vostri rispettivi incarichi, così che esso
diventi veramente una realtà in sintonia con l’ispirazione e con
l’atteggiamento di servizio che il Fondatore dell’Ordine Ospedaliero, San
Giovanni di Dio, ha trasmesso ai membri della sua Congregazione e a quanti
collaborano con loro.
3. (...) Il punto di riferimento del vostro
lavoro si trova nella parola di Dio e nell’insegnamento della Chiesa, la quale,
istruita dalla rivelazione cristiana, non ha mai cessato di proclamare e
propugnare i diritti sacrosanti alla vita e alla salute che sono propri di ogni
uomo. A questo proposito, l’Antico Testamento si esprime in termini perentori:
"Domanderò conto della vita dell'uomo alla mano dell'uomo, alla mano di
ogni suo fratello. Se uno sparge il sangue di un uomo, il suo sangue sarà
sparso dall'uomo. Infatti ad immagine di Dio Egli ha fatto l'uomo" (Gn 9, 5-6). Tale rispetto della vita umana
viene chiaramente riproposto, con accenti nuovi, ma con non minore impegno nel
Nuovo Testamento. Al giovane ricco, che domanda quali siano i principali
comandamenti per entrare nella vita, Gesù risponde indicando come primo dovere
il: "Non ucciderai" (Mt 19, 18).
La Chiesa, fedele a questa tradizione biblica, si è sempre adoperata attraverso i secoli a difendere la vita umana. Il Concilio Vaticano II ha ammonito: "Il Signore della vita ha affidato agli uomini l'altissima missione di proteggere la vita: missione che deve essere adempiuta in modo umano" (Gaudium et spes, n. 51).