Al XVIII Congresso
Internazionale della F.I.A.M.C.
IL MEDICO DEVE PROMUOVERE
E DIFENDERE LA VITA
6 settembre 1994
Signor Cardinale Angelini,
1. La Federazione Internazionale delle
Associazioni di Medici Cattolici si appresta a celebrare il suo diciottesimo
congresso a Porto (Portogallo), dall’8 al 12 settembre, sul tema "Il
medico e la nuova evangelizzazione". Informato di questa importante
assise, il Santo Padre Le affida l’incarico di portare ai partecipanti il Suo
cordiale saluto e di manifestare il Suo apprezzamento per la scelta di questo
tema altamente significativo del desiderio dei medici cattolici di prendere
parte alla missione di tutta la Chiesa, impegnata in una "evangelizzazione
nuova nel suo ardore, nei suoi metodi e nella sua espressione".
2. La Chiesa, fondata da Cristo "venuto
perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza" (Gv 10, 10), è chiamata,
oggi, a unire fermamente l’annuncio del Vangelo con la promozione e la difesa
del valore insostituibile della vita umana. Essa ha la missione di portare una
speranza liberatrice a quanti, sempre più e in tutte le parti del mondo,
soffrono per i gravi attentati portati alla vita fin dalla sua origine.
Servitore della vita, il medico è "il
servitore di questo Dio, che nella Scrittura è presentato come "amico
della vita" (Sap 11, 26)" (Giovanni Paolo II, Messaggio
all’Associazione dei Medici cattolici italiani, 28 dicembre 1978). Egli è "collaboratore di Dio rendendo la
salute al corpo del malato" (ibid.).
3. Alcune circostanze particolari sottolineano
l’attualità dei temi e dei problemi affrontati da questo diciottesimo Congresso
mondiale. La celebrazione dell’Anno internazionale della Famiglia, i problemi
che impegnano la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite su Popolazione e
Sviluppo (Cairo, 5-13 settembre 1994), la diffusione di legislazioni permissive
in materia di limitazione delle nascite, di fecondazione, di manipolazioni
genetiche e d’eutanasia, nonché di modelli di sviluppo preoccupanti, tutto ciò
richiama i medici alla riflessione; praticando la medicina preventiva,
diagnostica, terapeutica e riabilitativa, devono compiere i loro doveri,
accettando e professando coraggiosamente e apertamente "Il Vangelo della
vita", che trova una sua prima espressione nel Giuramento di Ippocrate.
La promozione e la difesa della vita sono
caratteristiche essenziali della civiltà; e presentarsi apertamente come medico
cattolico significa innanzitutto assicurare la salvaguardia di questa civiltà.
La prospettiva della "civiltà dell'amore" tanto desiderata non è
altro che quella della "civiltà della vita".
È per questo che, quest’anno, il Santo Padre
ha istituito l’Accademia Pontificia per la Vita, assegnandole “la funzione
particolare di studiare, informare e formare circa i principali problemi di
biomedicina e di diritto relativi alla promozione e alla difesa della vita, e
soprattutto nel diretto rapporto che essi hanno con la morale cristiana e le
direttive del Magistero della Chiesa” (Motu Proprio Vitae mysterium, 11
febbraio 1994, n. 4).
4. I medici cattolici devono essere
all’avanguardia per compiere il dovere di evangelizzare, con una fedeltà
esemplare alle direttive del magistero. Saranno più idonei per far conoscere e
comprendere la dottrina della Chiesa se sapranno acquisire una cultura
religiosa corrispondente alla loro cultura scientifica.
La formazione culturale e la capacità di
diffondere una informazione appropriata ai gravi problemi posti oggi dalla
vita, non possono essere trascurate. La Federazione ha vocazione per prendere
iniziative in questa direzione. Difatti, le posizioni ferme del Magistero in
materia di promozione e di protezione della vita, dal suo concepimento fino al
suo tramonto naturale, non devono essere conosciute tramite coloro che le
combattono e spesso le travisano. Devono essere soprattutto recepite,
approfondite ed esplicate da coloro che hanno liberamente scelto di esservi
fedeli a motivo della loro vocazione cristiana.
La fedeltà alle direttive del Magistero deve
essere non soltanto una condizione formale dell’appartenenza alla Chiesa per il
singolo medico, ma anche un segno distintivo e senza equivoco per le
associazioni, le quali, nel mondo, costituiscono la loro Federazione.
5. Alla coerenza delle intenzioni deve
rispondere il coraggio della testimonianza. i medici sono testimoni credibili,
nella misura in cui si mettono con entusiasmo al servizio della salute senza
ignorare la sua dimensione morale e spirituale. La loro testimonianza si
esprime quotidianamente ogni qualvolta rispondono alle richieste dei loro
pazienti. Chi, meglio dei medici e chi, più di loro, può percepire l’acuità
delle questioni fondamentali poste dal dolore umano? Chi, meglio dei medici, e
chi più di loro, può essere idoneo a comprendere la beatitudine evangelica
"beati gli afflitti" (mt 5, 5)? Quando alleviano le sofferenze e
cercano di guarire, sono nello stesso tempo i testimoni di una concezione
cristiana della sofferenza e del senso della vita e della morte.
6. Mentre il mondo ha sempre più bisogno di
solidarietà e di cooperazione, conviene che la Federazione collabori in modo
sempre più stretto con le diverse istituzioni culturali, sociali e caritative,
che operano nella Chiesa cattolica, e anche con altre, che pur non essendo
cattoliche, condividono la stessa sollecitudine per il mondo della sanità e
della salute. A livello internazionale e nazionale, si tratta di dare prova di
apertura, di essere disposti a collaborare alle iniziative condotte insieme, là
dove è possibile e auspicabile.
7. Il Santo Padre invita insistentemente i
medici cattolici ad essere attenti ai segni dei tempi per riconoscervi le
mozioni dello Spirito. Fedeli alle finalità primarie della loro Federazione,
avranno cura di conformarne le norme e l’attività alle nuove condizioni della
nostra epoca. I passi arditi e ammirevoli della scienza e della tecnica
chiedono un dinamismo coraggioso, una creatività flessibile degli statuti e una
organizzazione che rendano realmente possibili la collaborazione e l’azione
comune delle diversi Associazioni nazionali. Così si sveglieranno le coscienze
nello sconfinato mondo della sanità, si farà sentire la voce dei medici
cattolici e sarà apprezzata la loro presenza.
Con il Santo Padre, il Pontificio Consiglio
della Pastorale per gli operatori sanitari è vicino alla federazione, perché la
sua missione è di "stimolare e di promuovere l'opera di formazione, di
studio e di azione compiuta dalle differenti organizzazioni internazionali
cattoliche nel mondo della salute e della sanità" (motu proprio Dolentium
hominum, 11 febbraio 1985).
8. L’augurio affettuoso del Papa è che il diciottesimo
Congresso mondiale segni un traguardo significativo nella vita della
Federazione internazionale. La Vergine SS.ma, Sedes Sapientiae e Salus
Infirmorum, esempio unico di obbedienza nella fede e di generosità nella
carità, illumini e sostenga i medici cattolici. In questo spirito, il Santo
Padre imparte ai membri del Congresso, ai loro colleghi e ai loro collaboratori
presenti in tutte le parti del mondo, in pegno dell’assistenza divina, la
Benedizione apostolica.
Felice di essere l’interprete di Sua Santità,
La prego di gradire, Signor Cardinale, i miei sentimenti cordiali.
Card. Angelo Sodano
Segretario di Stato di Sua Santità