Alle Organizzazioni sanitarie cattoliche degli Stati Uniti, riunite in Phoenix

 

L’ASSISTENZA SANITARIA CATTOLICA DEVE OPERARE SEMPRE ALL’INTERNO DELLA MISSIONE DI SALVEZZA DELLA CHIESA

 

14 settembre 1987

 

Durante il suo viaggio negli Stati Uniti, rivolgendosi alle Organizzazioni Sanitarie Cattoliche in Phoenix, ha affermato che le opere di carità verso i malati costituiscono un elemento essenziale della missione della Chiesa, basato sulla considerazione che essa nutre sul valore e sulla dignità della vita umana. Inoltre costituiscono anche un contributo di grande valore sociale.

 

4. Come ho detto, l’assistenza sanitaria cattolica deve operare sempre all’interno della missione di salvezza della Chiesa. Questa missione le è stata affidata dal suo divin Fondatore ed è stata compiuta attraverso i secoli con l’aiuto dello Spirito Santo che la guida alla pienezza della verità (cfr. Gv 16, 13; Lumen gentium, n. 4). Perciò il vostro ministero deve anche riflettere la missione della Chiesa come maestra di verità morale, specialmente nei confronti delle nuove frontiere della ricerca scientifica e delle conquiste tecnologiche. Anche in questo caso siete di fronte a grandi sfide e opportunità.

Molte volte, in anni recenti, la Chiesa è intervenuta in questioni relative ai progressi della tecnologia biomedica. Non lo fa per scoraggiare il progresso scientifico o per giudicare aspramente coloro che cercano di allargare le frontiere della conoscenza umana e della specializzazione, ma per affermare le verità morali che devono guidare l’applicazione di tale conoscenza e specializzazione. In definitiva lo scopo dell’insegnamento della Chiesa in questo campo è quello di difendere la dignità innata e i diritti fondamentali della persona umana. In questa ottica la Chiesa non può fare a meno di sottolineare la necessità della tutela della vita e l’integrità dell’embrione umano e del feto.

 

5. La persona umana è un’entità unica, un’unità di spirito e materia, di anima e corpo fatta a immagine di dio e destinata a vivere per sempre. ogni vita umana è sacra. è alla luce di questa fondamentale verità che la chiesa costantemente proclama e difende la dignità della vita umana dal momento del concepimento al momento della morte naturale. è anche alla luce di questa verità fondamentale che noi guardiamo alle gravi piaghe dell’aborto e dell’eutanasia.

Non molto tempo fa, nella sua Istruzione su "il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione", la Congregazione per la Dottrina della Fede si è occupata ancora una volta di alcune vitali questioni riguardanti la persona umana. Ancora una volta ha difeso la sacralità della vita umana innocente sin dal momento del concepimento. Ancora una volta ha affermato il  carattere sacro e inviolabile della trasmissione della vita umana attraverso l’atto di procreazione all’interno del matrimonio. Ha spiegato che le nuove tecnologie possono permettere nuovi metodi di procreazione, ma "ciò che è tecnicamente possibile non è per ciò stesso moralmente ammissibile" (Introduzione, n. 4). Porre le nuove conoscenze umane al servizio del bene integrale della persona umana non inibisce il vero progresso scientifico ma lo libera. La Chiesa incoraggia ogni autentico progresso nella conoscenza, ma insiste anche sulla sacralità della vita umana in ogni fase e in ogni condizione. La causa che la Chiesa serve è la causa della vita e della dignità umana.

 

6. Nell’esercizio delle vostre attività professionali voi avete una splendida opportunità, attraverso la vostra testimonianza costante della verità morale, di contribuire alla formazione della visione morale della società. Mentre date il meglio di voi stessi nell’adempiere le vostre responsabilità cristiane sarete anche consapevoli dell’importante contributo che dovete dare alla costruzione di una società basata sulla verità e la giustizia. Il vostro servizio verso i malati vi permette di proclamare al mondo con grande credibilità le esigenze e i valori del Vangelo di Gesù Cristo, e di incoraggiare la speranza e il rinnovamento del cuore. In questo ambito il vostro interesse per l’identità cattolica della vostra opera e delle vostre istituzioni non è soltanto opportuno e degno di lode, ma è essenziale per il successo della vostra missione ecclesiale.

Dovete sempre considerare voi stessi e la vostra opera come parte della vita e della missione della Chiesa. In verità voi siete una parte molto speciale del popolo di Dio. Voi e le vostre istituzioni avete precise responsabilità nei confronti della comunità ecclesiale proprio come tale comunità ha delle responsabilità verso di voi. È importante che esista ad ogni livello – locale, nazionale, statale – un legame stretto ed armonioso tra voi e i vescovi che "presiedono in luogo di Dio al gregge, di cui sono i pastori, quali maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto, ministri del governo" (Lumen gentium, n. 20); essi, da parte loro, desiderano appoggiarvi nella vostra testimonianza e nel vostro servizio.

Sono venuto qui oggi per incoraggiarvi nella vostra splendida opera e per confermarvi nel vostro vitale apostolato. Cari fratelli e sorelle, mi congratulo sinceramente con voi per la vostra dedizione nel soddisfare le necessità di assistenza di ogni persona, specialmente dei poveri. Voi incarnate l’eredità di quei primi religiosi e religiose che disinteressatamente vennero incontro alle necessità di assistenza sanitaria di un paese giovane e in rapida espansione creando un’estesa rete di cliniche, ospedali e infermerie.

Oggi voi siete di fronte a nuove sfide, nuove esigenze. Una di queste è l’attuale problema di proporzioni immense, rappresentato dall’AIDS. Oltre al vostro contributo professionale e alla vostra sensibilità umana di fronte a tutti coloro che sono colpiti da questa malattia, voi siete chiamati a manifestare l’amore e la compassione di Cristo e della sua Chiesa. Mentre voi affermate con coraggio e adempite al vostro dovere morale e alla responsabilità sociale di aiutare coloro che soffrono, voi state vivendo in prima persona, come singoli e come collettività, la parabola del Buon Samaritano (cfr. Lc 10, 36). Essere  significa esprimere amore, solidarietà e servizio ed escludere egoismo, discriminazione e indifferenza. Il messaggio della parabola del Buon Samaritano riecheggia una realtà legata alla festa dell’esaltazione della Croce che si celebra oggi: "la bontà di Dio Salvatore nostro e il suo amore per gli uomini si sono manifestati…perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi secondo la speranza della vita eterna" (Tit 3, 4-7)

Nel mondo dinamico dell’assistenza sanitaria, spetta a voi assicurare che questa "bontà e amore di Dio nostro Salvatore" rimanga il cuore e l’anima dei servizi sanitari cattolici. Mediante la preghiera e l’aiuto di Dio possiate perseverare nel vostro impegno dando assistenza professionale e un’attenzione altruistica a coloro che hanno bisogno del vostro servizio. Prego affinché la vostra attività e la vostra vita possano ispirare ed aiutare tutti coloro che in America collaborano a rendere questa società un luogo di pieno e assoluto rispetto della dignità di ogni persona, dal momento del concepimento al momento della morte naturale.