A un Corso sui metodi naturali di regolazione della fecondità
L’USO DELLA SESSUALITÀ
COMPORTA
SOFFERENZA E SACRIFICIO,
VITTORIA E GIOIA
13 dicembre 1985
Per iniziativa dell’Università Cattolica il
Corso intende suscitare sensibilità per questa problematica "così attuale
e delicata, che esige soluzioni chiare e concrete", rispettose della Legge
divina e del Magistero della Chiesa.
2. Nella serie di incontri formativi che avete
frequentato, persone esperte e qualificate vi hanno illuminato sulla conoscenza
della corporeità e sui suoi ritmi di fertilità, sulle motivazioni morali e
personalistiche della regolazione della natalità, sulle condizioni umane, fisiche
e psichiche, necessarie per comprendere e vivere il matrimonio nel disegno
della provvidenza divina. Per il senso di responsabilità che vi caratterizza è
vostro compito comunicare questi insegnamenti nei vari ambiti ecclesiali e
sociali, in cui si deve promuovere un’autentica vita morale. Io vi esorto alla
serenità e alla fiducia. Come si legge nella Familiaris consortio, “l’ordine
morale non può essere qualcosa di mortificante per 1’uomo e di impersonale, al
contrario rispondendo alle esigenze più profonde dell’uomo creato da Dio, si
pone al servizio della sua piena umanità, con l’amore delicato e vincolante con
cui Dio stesso ispira, sostiene e guida ogni creatura verso la sua felicità”
(n. 34).
Il Signore vi illumini sempre e vi accompagni
in questo vostro compito, in modo da formare, nei vari ambienti, coscienze
autenticamente cristiane, che sanno comprendere qual è veramente la volontà di
Dio circa la vita umana, e il dovere di accoglierla e di proteggerla.
3. Indubbiamente il vostro compito è difficile,
perché l’informazione e la conoscenza dei metodi naturali per una paternità ed
una maternità responsabili devono fondarsi su una corretta antropologia ed
esigono perciò l’educazione all’autocontrollo, e quindi la stima della castità
e la valutazione della dimensione spirituale dell’amore, che integra in sé e
sublima le pulsioni dell’istinto e la inclinazione del sentimento. Anche
l’impegno nella mortificazione, viene così finalizzato ad esprimere un amore
autenticamente personale, capace di una quotidiana ascesi, di mutua
comprensione e pazienza.
È necessario considerare il matrimonio, e
quindi l’uso della sessualità, alla luce del Mistero Pasquale di Cristo, che
importa logicamente sofferenza e sacrificio, vittoria e gioia, perché illumina,
purifica, eleva e salva. Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae così scriveva:
“Il dominio dell’istinto, mediante la ragione e la libera volontà, impone
indubbiamente una ascesi, affinché le manifestazioni affettive della vita
coniugale siano secondo il retto ordine e in particolare per l’osservanza della
continenza periodica. Ma questa disciplina, propria della purezza degli sposi,
ben lungi dal nuocere all’amore coniugale, gli conferisce invece un più alto
valore umano. Esige un continuo sforzo, ma grazie al suo benefico influsso i
coniugi sviluppano integralmente la loro personalità arricchendosi dei valori
spirituali” (n. 21).
L’insegnamento circa i metodi naturali non può
perciò essere disgiunto da una chiara impostazione di vita interiore, nutrita
di preghiera e di fiducia in Dio, ed anche da una costante educazione al
ricorso all’aiuto della grazia, all’uso frequente dei sacramenti
dell’Eucaristia e della riconciliazione, alla responsabilizzazione nel campo
della carità. Infatti non si tratta solo di una questione biologica e
psicologica, ma di tutta una concezione e una pratica di vita, radicate nella
"Parola di Dio", che illumina sulla natura e sul destino dell’uomo e
perciò impostate nella prospettiva dell’eternità.
4. Nella Relazione finale del recente Sinodo Straordinario, celebrato a vent’anni dalla conclusione del Concilio Vaticano II, i Padri Sinodali hanno scritto tra l’altro: “Dappertutto sulla terra oggi è in pericolo la trasmissione ai giovani della fede e dei valori morali derivanti dal Vangelo. Spesso sono ridotte al minimo la conoscenza della fede e l’accettazione dell’ordine morale. Si richiede pertanto un nuovo sforzo nella evangelizzazione e nella catechesi integrale e sistematica” (II, B; a, 2). Accettate anche voi con coraggio la responsabilità di questo sforzo nell’annunzio integro della dottrina morale della Chiesa, per la formazione cristiana dei giovani e delle famiglie.