A un congresso di
otorinolaringoiatri
LA CHIESA INTENDE
CONTRIBUIRE
AD UNA CORRETTA
EDUCAZIONE SANITARIA
26 aprile 1990
Circa trecento partecipanti al XXVIII
"Conventus della Societas Oto-rhino-laringologica Latina" sono stati ricevuti in udienza nella Sala
Clementina.
1. Mi è particolarmente gradito accogliervi in
occasione del Congresso che la "Societas Oto-rhino-laringologica
Latina" ha promosso in Roma, per
consentirvi di scambiare le reciproche esperienze e di approfondire lo studio
delle nuove acquisizioni nella terapia delle molteplici forme patologiche, che
colpiscono gli organi dell’orecchio, del naso e della gola.
Nel rivolgervi il mio saluto cordiale, non
posso non ricordare il prestigioso contributo di scienza e di prassi offerto,
sin dalla sua fondazione, da questa benemerita Istituzione internazionale.
L’importanza e la nobiltà degli organi umani, che sono oggetto del vostro
studio e della vostra cura, e i progressi fatti nella conoscenza delle cause remote
e prossime dei loro disturbi, che tanta influenza hanno sulle condizioni
generali, fisiche e psicologiche del soggetto, sono altrettanti motivi per
sostenere e incoraggiare il vostro impegno di ricerca, grazie al quale è stato
possibile mettere a punto metodiche molto lusinghiere di intervento
terapeutico. Né si possono dimenticare, per alcuni settori della nostra branca
specifica, le applicazioni nel campo della chirurgia estetica dalle quali viene
sottolineato il prestigio della sede degli organi di cui vi occupate, il capo
appunto, che è centro in cui si racchiude la sintesi della individualità
personale.
2. Le malattie dell’apparato uditivo, nasale e
vocale assumono, oggi più che ieri, dimensioni di particolare gravità, in
considerazione delle straordinarie forme di comunicazione che il progresso
tecnico ha reso disponibili: di queste, infatti, non ci si può convenientemente
avvalere se i corrispondenti organi umani non sono in buono stato.
Consapevole di quale decisivo impulso riceva
il progresso della scienza e delle sue applicazioni terapeutiche
dall’interscambio delle scoperte, dalla partecipazione delle conoscenze,
dall’unione degli sforzi e delle iniziative soprattutto a livello
internazionale, mentre sono lieto di esprimere apprezzamento per questo vostro
Convegno, vi esorto a proseguire sulla strada del confronto quanto più largo ed
aperto.
Non poche forme patologiche, relative agli
organi in oggetto, sono infatti conseguenza di altre infermità, come
dimostrano, ad esempio, le relazioni tra le ghiandole endocrine, il sistema
neurovegetativo e l’apparato bronchiale. Analoghe interferenze si riscontrano
nella patogenesi delle manifestazioni dette allergiche, oggi tanto diffuse
anche per l’influsso negativo del degrado ambientale. Non poche tra queste, per
il loro ripetersi, danno origine ad invalidità e provocano in chi ne soffre
senso di solitudine, di isolamento e persino di emarginazione sociale. Una
valutazione simile deve farsi delle conseguenze dei disturbi che attengono
l’udito ed il senso dell’olfatto.
3. Occorre che i grandi progressi compiuti
dalla ricerca trovino forme di applicazione sempre più estese. Oggi le migliori
condizioni di vita, l’apporto della medicina preventiva, curativa e
riabilitativa hanno elevato, in vaste parti del mondo, l’aspettativa di vita.
Accade così che un numero sempre più consistente di anziani non soltanto goda
di una più lunga esistenza, ma possa anche assolvere a precisi compiti
all’interno della comunità. È noto tuttavia che, proprio nell’età avanzata, i disturbi
relativi all’apparato uditivo, nasale e vocale sono più frequenti. Ora questi
disturbi possono non soltanto essere opportunamente prevenuti, ma in molti casi
anche efficacemente curati. È necessario che i responsabili della cosa
pubblica, gli scienziati e gli operatori sanitari contribuiscano, ciascuno nel
proprio campo, a promuovere una nuova sensibilità sociale, affinché tante
persone, che soffrono di solitudine, di invalidità e di gravi limitazioni per
la diminuita efficienza degli organi dell’udito, dell’olfatto e della laringe,
trovino, grazie a cure adeguate, nuove possibilità di valorizzazione personale.
4. Un altro aspetto di grande interesse è il
contributo che istituzioni come la vostra possono offrire per una corretta e
capillare informazione circa i gravissimi danni che, sulle giovani generazioni
e persino sui nascituri, provoca l’inquinamento dell’ambiente, non escluso
quello acustico. Esso rischia di anticipare sensibilmente nel tempo il naturale
declino delle funzioni degli organi dell’orecchio, del naso e della gola. Una
errata considerazione dei progressi compiuti in questo campo dalla scienza ed
una visione riduttiva e strumentalizzata della medicina tendono a delegare alle
terapie di intervento ciò che, in realtà, appartiene alla medicina preventiva
ed alla idonea educazione sanitaria. Molti gravissimi danni, infatti,
potrebbero essere evitati, se più chiara, esauriente ed estesa fosse
l’informazione sanitaria.
In questo campo la Chiesa intende dare il
proprio concreto apporto, nella consapevolezza che, mediante il corretto uso di
tutte le sue funzioni, l’essere umano, creatura privilegiata di Dio, è chiamato
a realizzare pienamente se stesso secondo il misterioso ed amorevole disegno
del suo Creatore e Redentore.
Come non restare ammirati dinanzi alle
sublimi possibilità che si dischiudono alla persona grazie a questi organi
fondamentali? La Bibbia e tutta la letteratura mondiale li esaltano, poiché
mediante la voce l’uomo può cantare la gloria di Dio, manifestare i più nobili
sentimenti del cuore, pregare e consolare: grazie all’udito, la partecipazione
si trasforma in comunione, in possibilità di raccogliere la parola dei fratelli
ed i suoni del creato; mentre al profumo riconducono i sentimenti ed i pensieri
più nobili e delicati. I limiti all’esercizio di queste facoltà manifestano,
per contrasto, il loro straordinario pregio e stimolano la scienza, che ne
studia natura e funzioni, a scoprire tutti gli strumenti capaci di assicurarne
il pieno godimento ad ogni essere umano.
Con l’augurio che nuovi passi in tal senso possano essere fatti grazie anche a questo Congresso, invoco su tutti voi, sui vostri colleghi e collaboratori, che operano in ogni parte del mondo, l’assistenza divina, in pegno della quale vi imparto di cuore la mia benedizione.