Al 18º Congresso
nazionale dell’A.M.C.I.
LETTERA DEL PAPA ALL'
ARCIVESCOVO ANGELINI,
ASSISTENTE NAZIONALE
14 ottobre 1988
Il Congresso nazionale si è svolto a Firenze
dal 17 al 20 ottobre, sul tema "Qualità della medicina per la qualità
della vita" .
Al Venerato Fratello Fiorenzo Angelini
Arcivescovo tit. di Messene
Ho appreso con piacere che i membri
dell’Associazione Medici Cattolici Italiani converranno prossimamente a
Firenze, per approfondire un tema centrale della loro attività professionale:
la qualità della medicina per la qualità della vita. Tale obiettivo ben
s’inquadra nelle finalità del sodalizio, che si avvia a celebrare i
cinquant’anni di vita, durante i quali ha sempre cercato di testimoniare quei
valori umani e cristiani che devono illuminare, nell’ambito della scienza e
della pratica medica, la ricerca e le sue applicazioni a salvaguardia della
salute ed a tutela del diritto alla vita.
Di siffatto impegno sono lieto di dare atto
all’Associazione, non senza sottolineare l’attenzione costantemente rivolta
alla difesa, in particolare, di alcuni principi irrinunciabili di ordine etico,
in atteggiamento di rigorosa fedeltà al Magistero della Chiesa.
La recente canonizzazione del medico Giuseppe
Moscati e l’imminente beatificazione di Nicolò Stenone, il quale proprio a
Firenze offrì alla società ed alla Chiesa il tesoro delle sue scoperte e
l’esempio delle sue virtù pastorali, attestano il fruttuoso incontro tra
scienza e fede in un campo come quello della medicina, che si propone di
corrispondere alla "domanda di salute e di vita" che sale
dall’umanità. Il richiamo delle loro figure deve ravvivare in tutti gli
aderenti all’Associazione il senso della responsabilità che è propria di chi,
già professandosi medico cattolico, si impegna a rendere una qualificata
testimonianza a Cristo nell’Università, nell’Ospedale, nella libera
professione, sempre a servizio della vita da promuovere, da difendere, da
riabilitare.
Nel dedicarsi alla cura del corpo, il medico
cattolico non può né deve ignorare i problemi dello spirito, giacché
destinatario della sua opera è l’uomo nella sua interezza. Il suo
"ministero", pertanto, dovrà essere compiuto non solo con perizia
scientifica e professionale, ma anche con personale partecipazione alle
situazioni concrete del singolo paziente. Ciò suppone, tra l’altro, una
formazione cristiana permanente che lo farà apparire come autentico difensore e
promotore della vita umana.
Nell’affidare a Lei, venerato Fratello, il compito di recare il mio saluto ai Dirigenti nazionali e diocesani e a tutti i componenti della benemerita Associazione, invoco sui lavori del Congresso, come anche sui propositi e sulle iniziative che ne scaturiranno, la divina assistenza, ed invio a tutti, mediatrice la Vergine "Salus infirmorum", la Benedizione Apostolica.