Al VII Congresso della F.E.A.M.C.

e al XIX Congresso nazionale dell’A.M.C.I.

 

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

 

Venezia, 25-28 marzo 1992

 

In occasione del Congresso, svoltosi sul tema "La medicina all'alba del Terzo Millennio" , il Card. Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha inviato al Cardinale Fiorenzo Angelini la seguente lettera.

 

Signor Cardinale Fiorenzo Angelini, informato che Vostra Eminenza, quale Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari, aprirà i lavori del 7o Congresso della Federazione Europea delle Associazioni dei Medici Cattolici (F.E.A.M.C.) e del 19o Congresso Nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani (A.M.C.I.), Il Santo Padre Le affida l’incarico di recare ai partecipanti il Suo cordiale saluto, insieme con l’augurio di un fruttuoso approfondimento del tema proposto alla loro considerazione.

L’argomento prescelto per i menzionati incontri di studio è di grande interesse, e conferma che l’auspicato avvio dell’umanità verso un nuovo ordine mondiale esige l’assunzione di compiti nuovi (cfr. Centesimus annus, 61), per affrontare i quali la medicina, nella sua più vasta accezione, ha sue specifiche responsabilità. Non a caso la Dichiarazione, approvata dalla recente Assemblea speciale per l’Europa del Sinodo dei Vescovi, afferma: “Il diritto al mantenimento e, nella misura possibile, al ricupero della salute deve essere saldamente difeso: l’attenzione della società intera e la sollecitudine pastorale della Chiesa devono rivolgersi a tutti coloro che sono afflitti dalle malattie del nostro tempo. Perciò tutti gli operatori sanitari devono essere formati in materia morale e nella bioetica” (Dichiarazione sinodale conclusiva del 14 dicembre 1991, n. 10).

Sarà soltanto grazie ad una formazione adeguata che si potranno combattere efficacemente, anche attraverso idonea prevenzione, le aggressioni alla vita rappresentate dall’aborto, dalla sterilizzazione, dalla contraccezione, dall’eutanasia e dalla manipolazione genetica; mali oscuri, questi, che di fatto tradiscono la finalità di ogni progresso scientifico, ponendo la scienza e la tecnica al servizio della morte e non della vita.

In questa prospettiva, il Santo Padre sottolinea come al mondo della medicina si ponga oggi con urgenza un triplice compito: quello di una crescente cooperazione a livello nazionale e internazionale; quello di un serio ed efficace coordinamento della ricerca; quello, infine, di una testimonianza coerente e concorde di attaccamento agli irrinunciabili valori della professione.

Alla luce degli imperativi derivanti da tali compiti, occorre che gli organismi internazionali cattolici si aprano a nuovi orizzonti, mostrando viva sensibilità per i problemi che investono intere aree del mondo. Li facilita in ciò l’ispirazione cristiana che li distingue.

La Chiesa, infatti, ha come dimensione sua propria l’universalità. I problemi comuni più gravi – come quelli riguardanti la vita – richiedono una risposta comune, e questa è favorita dalla solidarietà fraterna e dalla disinteressata generosità di chi si attiene ai principi evangelici, autorevolmente interpretati dal Magistero della Chiesa.

Per assicurare incisività alla loro testimonianza, i Medici che intendono professare apertamente la loro fede cristiana cercheranno opportunamente di inserirsi negli organismi e nelle strutture culturali e scientifiche, sia nazionali che internazionali, a cui spetta la responsabilità della politica sanitaria, impegnandosi a far sì che ogni iniziativa, rivolta alla promozione ed al progresso della cultura della vita, sia nel segno dell’affermazione e della difesa della verità e del servizio ad essa.

A tal fine, Sua Santità raccomanda che nella preparazione e formazione personale i medici e gli altri operatori sanitari cattolici si distinguano per rigorosa adesione all’insegnamento del Magistero, per esemplare coerenza tra fede professata ed esercizio della scienza e dell’arte medica in tutte le sue molteplici espressioni, per apertura culturale e spirituale ai problemi connessi col rispetto della persona e della sua intangibile dignità.

Di fondamentale importanza si rivela, in questa luce, l’umiltà intellettuale in cui è riposta la condizione preliminare di una vera crescita umana e cristiana. Tale umiltà, peraltro, non significa abdicazione ai diritti della intelligenza né mortificazione delle sue esigenze, ma capacità di riconoscere i limiti, per procedere con le doverose cautele sulla ripida strada che conduce verso la scoperta di tutti gli aspetti della verità.

È vivo auspicio del Sommo Pontefice che dai Congressi di Venezia vengano nuovi stimoli soprattutto alle giovani generazioni dei Medici, chiamate a raccogliere, attraverso l’esempio dei loro Maestri e la doverosa formazione etica, una eredità proiettata sul terzo Millennio. La "nuova" evangelizzazione che la Chiesa intende promuovere, in vista anche di collaborare ad un ordine mondiale fondato sulla verità, sulla giustizia, sulla solidarietà e sulla libertà, deve trovare nella testimonianza dei Medici Cattolici Europei una sua preziosa e qualificata espressione.

Sua Santità affida questi voti all’intercessione della Vergine Maria, Madre del Redentore dell’uomo. Ella, che fu esemplarmente docile alle indicazioni dello Spirito, guidi l’intelligenza e il cuore dei Medici Cattolici nella loro dedizione a servizio della vita, dal suo concepimento al suo naturale tramonto.

Con questi sentimenti il Santo Padre invia a tutti i partecipanti ai due importanti Congressi, con uno speciale pensiero per Vostra Eminenza, la Sua Benedizione Apostolica, pegno di copiosi lumi e conforti celesti.

 

Card. Angelo Sodano

Segretario di Stato di Sua Santità