Alla quinta Plenaria
del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute
LE NUOVE FRONTIERE DEL
PROGRESSO DELLE SCIENZE
SIANO IMPRONTATE ALLA
CULTURA DELLA VITA
PER DARE ALL’UOMO
RISPOSTE VALIDE E PROFONDE
15 marzo 2002
Venerati Fratelli nell'Episcopato e nel
Sacerdozio,
carissimi Fratelli e Sorelle!
1. Sono particolarmente lieto di questo nostro
incontro, in occasione dell'Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la
Pastorale della Salute, nel corso della quale vi proponete di studiare e
delineare un nuovo piano di lavoro per i prossimi cinque anni.
Saluto il Presidente del Dicastero,
l'Arcivescovo Mons. Javier Lozano Barragán, e lo ringrazio per le cordiali
parole rivoltemi per interpretare i comuni sentimenti dei presenti. Il mio
saluto si estende ai Signori Cardinali ed ai venerati Fratelli nell'Episcopato,
Membri del Pontificio Consiglio, ai Consultori ed Esperti, al Segretario, al
Sottosegretario, nonché agli Officiali sacerdoti, religiosi e laici. Tutti vi
ringrazio, carissimi, per il prezioso aiuto che mi date, in un ambito così
qualificato della testimonianza evangelica.
2. La mole di lavoro svolto dal vostro
Dicastero, in questi diciassette anni dalla sua istituzione, conferma quanto è
necessario che, tra gli organismi della Santa Sede, ve ne sia uno
specificamente deputato a manifestare "la sollecitudine della Chiesa per
gli infermi, aiutando coloro che svolgono il servizio verso i malati ed i
sofferenti, affinché l'apostolato della misericordia, a cui attendono, risponda
sempre meglio alle nuove esigenze" (Cost. ap. Pastor Bonus, art. 152).
Rendiamo grazie al Signore per l'ampia e
articolata attività pastorale che si compie a livello mondiale nel campo della
sanità con lo stimolo e il sostegno del vostro Dicastero. Vi incoraggio tutti a
proseguire con ardore e fiducia in tale cammino, pronti a offrire agli uomini
del nostro tempo il Vangelo della misericordia e della speranza.
3. Prendendo lo spunto dalla Lettera
apostolica Novo millennio ineunte, la vostra Assemblea si pone come obiettivo
quello di riflettere su come meglio mostrare il Volto di Cristo dolente e
glorioso, illuminando con il Vangelo il mondo della salute, della sofferenza e
della malattia, santificando il malato e gli operatori della salute, e
promuovendo il coordinamento della pastorale della salute nella Chiesa.
In questo tempo pasquale noi contempliamo il
Volto glorioso di Gesù, dopo averne meditato, specialmente nella Settimana
Santa, il Volto dolente. Sono due dimensioni nelle quali si trova il nocciolo
del Vangelo e del ministero pastorale della Chiesa.
Ho scritto nella Lettera apostolica Novo
millennio ineunte che Gesù, "mentre si identifica col nostro peccato,
“abbandonato” dal Padre, si “abbandona” nelle mani del Padre"; in questo
modo vive "insieme l'unione profonda col Padre, di sua natura fonte di
gioia e di beatitudine, e l'agonia fino al grido dell'abbandono" (n. 26).
Nel Volto dolente del Venerdì Santo è nascosta
la vita di Dio offerta per la salvezza del mondo. Mediante il Crocifisso, la
nostra contemplazione deve aprirsi al Risorto. Confortata da questa esperienza,
la Chiesa è sempre pronta a riprendere il suo cammino per annunciare Cristo al
mondo.
4. La vostra attuale Assemblea Plenaria pone a
fuoco programmi che mirano ad illuminare con la luce del Volto dolente e
glorioso di Cristo l'intero universo della sanità. E' decisivo approfondire la
riflessione sulle tematiche attinenti alla salute, alla malattia e alla
sofferenza in tale prospettiva, lasciandosi guidare da una concezione della
persona umana e del suo destino fedele al piano salvifico di Dio.
Le nuove frontiere aperte dal progresso delle
scienze della vita, e le applicazioni che ne derivano, hanno posto un potere e
una responsabilità enormi nelle mani dell'uomo. Se prevarrà la cultura della
morte, se nel campo della medicina e della ricerca biomedica gli uomini si
lasceranno condizionare da scelte egoistiche o da ambizioni prometeiche, sarà
inevitabile che la dignità umana e la vita stessa siano pericolosamente
minacciate. Se, al contrario, il lavoro in questo importante settore della
salute sarà improntato alla cultura della vita, sotto la guida della retta
coscienza, l'uomo troverà risposte valide alle sue attese più profonde.
Il vostro Pontificio Consiglio non mancherà di
dare il suo contributo ad una nuova evangelizzazione del dolore, che Cristo
assume e trasfigura nel trionfo della Resurrezione. Essenziale, a questo
riguardo, è la vita di preghiera e il ricorso ai Sacramenti, senza i quali
diventa difficile il cammino spirituale non soltanto dei malati, ma anche di
quanti li assistono.
5. L'ambito della salute e della sofferenza
sono oggi di fronte a nuovi e complessi problemi, che richiedono un impegno
corale da parte di tutti. Il numero decrescente di religiose impegnate in
questo ambito, il non facile ministero dei cappellani ospedalieri, la
difficoltà ad organizzare a livello delle Chiese locali un'adeguata ed incisiva
pastorale della salute e l'approccio con il personale sanitario, che non sempre
è in sintonia con gli orientamenti cristiani, costituiscono un insieme di temi,
con risvolti problematici, che non sfuggono certamente alla vostra attenta
riflessione.
Fedele alla sua missione, il vostro Dicastero
proseguirà nel manifestare la sollecitudine pastorale della Chiesa per i
malati; aiuterà tutti coloro che hanno cura dei sofferenti, in modo particolare
chi lavora negli ospedali, ad avere sempre un atteggiamento di rispetto per la
vita e la dignità dell'essere umano. Per conseguire tali obiettivi, utile
risulta la collaborazione generosa con le organizzazioni internazionali della
salute.
Il Signore, Buon Samaritano dell'umanità
dolorante, vi assista sempre. La Vergine Santissima, Salute degli Infermi, vi
sostenga nel vostro servizio, e sia vostro modello nell'accoglienza e
nell'amore.
Nell'assicurarvi la mia preghiera, vi imparto
di cuore la Benedizione Apostolica.