All’VIII Conferenza
del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute
URGE UNA RINNOVATA
COSCIENZA DEL DOVERE
DI AMARE IL BAMBINO
20 novembre 1993
All’inizio dell’udienza, rispondendo alle
parole di saluto del Cardinale Fiorenzo Angelini, Presidente del Pontificio
Consiglio, il Santo Padre si è così rivolto all’assemblea: “Il Papa vuol
salutare tutti, come vedete è un Papa un po’ impedito in alcuni movimenti, ma
non del tutto distrutto. Per questo è anche coperto con questo mantello rosso,
per coprire la fasciatura, per non dare un nutrimento anche ad alcuni fotografi
che vogliono forse vedere questo Papa impedito, mostrarlo al mondo, e hanno
diritto. Io dico: avete diritto”.
"Vi saluta il Papa, impedito ma non
ancora decaduto. Vi saluta un Papa che ha ricevuto con grande gioia questo
monito divino, una settimana fa" . Queste parole sono state sottolineate
da un lungo applauso, specialmente da parte dei moltissimi bambini presenti.
1. Saluto con gioia tutti voi, partecipanti a
questa annuale Conferenza Internazionale, promossa dal Pontificio Consiglio
della Pastorale per gli Operatori Sanitari, su di un tema di massima rilevanza
ed attualità sia per la complessità dei suoi aspetti che per la vastità
dell’area umana interessata: Il bambino è il futuro della società. Io dico
sempre: voi giovani siete il futuro del mondo e della Chiesa, ma i bambini
anticipano questi giovani, che vengono dopo, prima sono bambini.
Saluto con stima ed affetto il Signor
Cardinale Fiorenzo Angelini, Presidente del Pontificio Consiglio, e lo
ringrazio per le gentili parole rivoltemi a nome di tutti i presenti: parole
gentili e coraggiose, profondamente evangeliche. Esprimo il mio vivo
compiacimento agli organizzatori di questa assise, come pure agli illustri
studiosi, scienziati, ricercatori ed esperti, che hanno portato il loro
contributo all’approfondimento dei complessi e molteplici problemi connessi con
la vita e la persona del bambino. Estendo il mio saluto ai rappresentanti di
governi, di organizzazioni nazionali e regionali, di organizzazioni
internazionali non governative – particolarmente al Direttore generale del
Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), al Direttore generale
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ai rappresentanti di Enti ed
Istituti benemeriti nel campo dell’assistenza all’infanzia.
2. Gli anni che viviamo, nonostante il
persistere di gravissimi e urgenti problemi, offrono nuove opportunità per
migliorare le condizioni di vita dei bambini: basti ricordare l’accresciuta
importanza data alla cooperazione internazionale, gli accordi per il disarmo
nucleare, la riduzione delle spese militari, la politica per la difesa
dell’ambiente. In questo contesto si collocano la convenzione internazionale
sui diritti dell’infanzia, approvata dall’assemblea generale delle nazioni
unite il 20 novembre 1989, ed il vertice mondiale per i bambini che, con una
dichiarazione sottoscritta dai massimi rappresentanti di 135 paesi, ha attivato
un piano di azione che si propone entro l’anno duemila: – di ridurre di un
terzo l’attuale tasso di mortalità dei bambini al disotto dei cinque anni d’età
e della metà il tasso di mortalità delle madri; – di assicurare la necessaria
alimentazione; – di ridurre l’analfabetismo; – di dare priorità di assistenza
ai bambini vittime di conflitti locali e di dolorose emigrazioni.
La Chiesa ha prontamente accolto l’invito a
coinvolgere in questo vasto programma le sue istituzioni, ed auspica che la
menzionata Convenzione internazionale possa presto diventare il primo
"trattato universale" sui
diritti umani. A tale scopo, rinnovo un pressante invito ai responsabili degli
Stati, affinché si acceleri la ratifica di tale Convenzione, la cui attuazione
costituisce una grande risposta al problema dello squilibrio tra nord e sud del
mondo, causa di tante sofferenze e di continua instabilità internazionale.
3. Gli adulti di domani sono i bambini di
oggi. Trascurare questa elementare verità, non soltanto compromette il futuro
del bambino, ma quello della società in quanto tale.
È necessario dunque un impegno efficace per la
difesa e la promozione dell’infanzia. Ciò richiede l’apporto della ricerca e
della scienza, l’impegno di risorse adeguate e soprattutto, sul piano
individuale e sociale, il recupero dei valori fondamentali che sono alla base
del retto ed ordinato vivere sociale, a cominciare – come sottolinea con vigore
la ricordata Convenzione internazionale – dal valore della famiglia, cellula
originaria della società, per arrivare poi alle altre molteplici garanzie di
maturazione integrale del bambino.
4. I numerosi e benemeriti Organismi nazionali
ed internazionali impegnati nell’assistenza all’infanzia più debole e
abbandonata non possono certamente far fronte, da soli, ai crescenti bisogni
che affliggono masse sterminate di bambini.
La solidarietà è la risposta veramente
adeguata a una simile domanda di aiuto. A tale risposta sono chiamati tutti gli
uomini, ma in modo speciale quanti hanno una visione della vita che li porta a
riconoscere in ogni persona umana l’immagine di Dio e quasi il riflesso del
Volto di Cristo, riflesso che è particolarmente vivo e visibile proprio nei
lineamenti innocenti dei bambini.
È significativo che nella predicazione di
Cristo i bambini compaiano quale paradigma di comportamento anche per gli
adulti. Volendo un giorno spiegare la natura e le esigenze del suo Regno, Gesù
chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo ai discepoli e disse: “In verità vi
dico: se non vi convertirete e non diventerete come bambini non entrerete nel
regno dei cieli. Perciò, chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà
il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini
in nome mio, accoglie me” (Mt 18, 3-5).
Per questo la Chiesa, particolarmente
sensibile ai diritti dei più deboli, dalle sue origini ad oggi è stata sempre
vicina ai bambini attraverso benefiche istituzioni suscitate da persone che lo
Spirito muoveva con il carisma specifico della protezione, della educazione,
dello sviluppo e della formazione del bambino, prima fra tutte la Pontificia
Opera della Santa Infanzia, che quest’anno celebra il suo 150º anniversario.
5. La conferenza internazionale, che oggi
si chiude, ha raccolto in sintesi costruttiva molteplici proposte che indicano
altrettante piste da seguire nel campo dell’assistenza del bambino. vi è un
elemento, tuttavia, che rende convergenti queste proposte e le accomuna: il
riconoscimento che, come la vita è un dono di amore, così, particolarmente nel
bambino, la promozione, la difesa e la maturazione armonica della vita non
possono che alimentarsi di amore.
I diritti del bambino si riassumono nel
diritto ad essere amato, e la comunità non potrà dire di difendere, proteggere
ed accompagnare nel suo sviluppo il bambino, se alla base delle sue iniziative
non porrà una rinnovata coscienza del dovere di amare il bambino.
La stessa scienza, che è amore di conoscenza,
ha il compito di trasformarsi in servizio di amore verso i più piccoli; e con
la scienza, tutte le istituzioni, pubbliche e private, devono muoversi secondo
criteri di autentico amore, così da saper programmare e coordinare un’azione
che assicuri all’infanzia protezione e sviluppo.
6. Il mio pensiero va con vivo apprezzamento
alle innumerevoli forme associative che, promosse e sostenute dai Pastori, da
Istituti religiosi femminili e maschili, da gruppi ed Istituzioni laicali, da
Organizzazioni di volontariato, si prendono cura, nelle forme più nobili e,
spesso, anche più nascoste, dei bambini. Auspico che si rafforzi in tutti la
consapevolezza che, mediante l’assolvimento dei doveri di giustizia e di amore
verso i bambini, si prepara una società di adulti più armoniosa e solidale.
La Vergine Santissima, che ebbe la gioia di
dare alla luce e stringere tra le braccia il Figlio di Dio fatto
"bambino", vedendolo poi crescere in sapienza, età e grazia davanti a
Dio e davanti agli uomini (cfr. Lc 2, 52), aiuti ciascuno a dare al proprio
impegno a favore dei più piccoli le prerogative della bontà operosa,
dell’esempio che trascina, dell’amore che si dona.
Con questi auspici su tutti invoco la
benedizione di Dio, apportatrice di ogni desiderato aiuto e conforto.