All’accademia Delle
Scienze
LA SAGGEZZA DELL’UMANITÀ
ACCOMPAGNI SEMPRE LA
RICERCA SCIENTIFICA
3 ottobre 1981
3. Signori Accademici! Mi rallegro vivamente per
la scelta del tema che tratterete durante la Sessione plenaria – che inizierà
oggi stesso: "L'impatto della biologia molecolare sulla società". Io
apprezzo i grandi vantaggi che sono già venuti e che potranno venire con gli
studi e le applicazioni della biologia molecolare, integrata da altre
discipline, quali la genetica e l’ingegneria genetica, nell’agricoltura e
nell’industria, e inoltre, in prospettiva, per il trattamento di certe
malattie, di cui alcune di carattere ereditario.
Ho ferma fiducia nella comunità scientifica
mondiale e in modo del tutto particolare nella Pontificia Accademia delle
scienze, affinché il progresso e le ricerche biologiche si compiano, come del
resto ogni altra ricerca scientifica e applicazione tecnologica, nel pieno rispetto
delle norme morali, a tutela della dignità degli uomini, della loro libertà ed
eguaglianza. È necessario che la scienza sia sempre accompagnata e regolata da
quella saggezza che appartiene al patrimonio spirituale perenne dell’umanità e
si ispiri al progetto di Dio scritto nella creazione e ulteriormente annunziato
dalla sua parola.
Una riflessione ispirata a scienza e saggezza
della comunità scientifica mondiale deve illuminare l’umanità sulle conseguenze
buone e cattive della ricerca scientifica, e specialmente di quella che
concerne l’uomo, affinché non ci si schieri da una parte su delle posizioni
anticulturali, che ritardano il progresso dell’umanità, e non si offenda
dall’altra ciò che l’uomo ha di più prezioso, la dignità della sua persona,
destinata a un vero progresso nell’unità del suo essere fisico, intellettuale e
spirituale.
4. Un altro argomento ha intrattenuto durante
questi giorni l’interesse di alcuni di voi, eminenti scienziati, convocati
dalla Pontificia Accademia delle scienze da ogni parte del mondo: si tratta
delle malattie parassitarie, che colpiscono i paesi più poveri del mondo e
ostacolano gravemente la promozione dell’uomo nel quadro armonioso del suo
benessere corporeo, economico e spirituale. Lo sforzo per eliminare il più possibile
i gravi flagelli provocati dalle malattie parassitarie a danno di una notevole
parte dell’umanità è inseparabile da quello che dev’essere compiuto per lo
sviluppo socio-economico di quelle stesse popolazioni. Gli uomini hanno
normalmente bisogno di una sufficienza di salute e di beni economici per poter
vivere degnamente la loro vocazione umana e divina: per questo motivo Gesù si è
rivolto con infinito amore verso gli infermi e ha curato miracolosamente
qualcuna di quelle malattie di cui vi siete occupati durante i giorni scorsi.
Che il Signore ispiri e assista l’opera degli scienziati e dei medici che
impegnano la propria ricerca e professione nello studio e nella cura delle
infermità umane, e specialmente delle più gravi e umilianti.
5. Accanto al tema delle malattie parassitarie
l’Accademia ha posto allo studio il tema di un flagello di ampiezza e gravità
catastrofiche che potrebbe colpire l’umanità, se scoppiasse un conflitto
nucleare. Oltre la morte di una cospicua parte della popolazione mondiale, un
conflitto nucleare potrebbe provocare incalcolabili effetti sulla salute della
presente e delle future generazioni.
Lo studio multidisciplinare che voi vi accingete a compiere non potrà non richiamare i capi delle nazioni alle loro tremende responsabilità e suscitare nell’intera umanità sempre più intensa quell’ansia di concordia e di pace, che proviene dal più profondo del cuore umano e dal messaggio di Cristo, venuto a portare pace agli uomini di buona volontà.